• Silvana Carcano

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EXPO: e le risposte???

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Questa mattina si è tenuta la seduta della Commissione Antimafia. All’ordine del giorno l’audizione del Sottosegretario del Governo con delega EXPO, Maurizio Martina (PD) e del Sottosegretario all’attuazione del programma ed EXPO 2015 della Regione Lombardia, Fabrizio Sala (PDL).

Purtroppo l’audizione si è rivelata di dubbia utilità.

Il Sottosegretario Martina ha rilasciato numerose dichiarazioni non supportate da documenti ufficiali. In particolare, sul presunto potenziamento dell’attività investigativa e di controllo della DIA non ha saputo dare spiegazioni in merito alla decisione del Governo Letta di chiudere la sede della DIA presente nell’aeroporto di Malpensa; nonostante il parere contrario di tutto il Consiglio Regionale, il Sottosegretario Martina si è limitato a sostenere che le attività di controllo antimafia verranno ampliate senza però produrre alcun atto a supporto di tale tesi.

Il Sottosegretario Sala ha parlato della manifestazione Expo senza entrare in questioni riguardanti la lotta ai tentativi di infiltrazione criminale e ha lasciato la Commissione prima ancora di potergli esporre delle domande.

Come M5S abbiamo messo in evidenza che la Commissione Antimafia deve lavorare in maniera sostanziale e non solo formale, necessita quindi della documentazione a sostegno di quanto esposto dagli auditi.

La sensazione del M5S è che il ritardo conseguito nell’eseguire le opere connesse e nelle misure antimafia possano determinare quanto temuto dal Comitato Antimafia milanese, presieduto dal prof. Dalla Chiesa: che il fattore tempo abbassi le soglie di legalità e stigmatizzi i controlli come impacci controproducenti:

Dove sono le relazioni della Prefettura sui controlli degli appalti e subappalti di Expo S.p.A? Che risultati hanno prodotto? E perché la Commissione Antimafia non ha i verbali dei Tavoli Lombardia per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori? Molte opere connesse a Expo non hanno ancora copertura finanziaria, come si realizzeranno? Con che soldi? Con che tempistiche? Andando in deroga alla legislazione vigente così come da poteri ora disponibili dall’ing. Sala, Commissario Unico per Expo?

A maggio 2013 il Comitato Antimafia presieduto da Nando Dalla Chiesa ha scritto nella relazione che a) sembra che non si tenga nel debito conto la diffusione di cantieri e lavori esterni all’area Expo b) non si consideri l’importanza di efficaci e tempestive misura di intervento nel caso di violazioni del medesimo protocollo c) si faccia comunque eccessivo affidamento sull’osservanza delle procedure formali. Cosa è cambiato da maggio ad oggi? Cosa è peggiorato visto il passaggio ad una situazione d’urgenza che consente la deroga alle legislazioni vigenti?

Queste le domande poste oggi al Sottosegretario Martina e Sala alle quali non abbiamo ottenuto risposta.

Aspettiamo. Chiederemo di avere risposta scritta. Non vogliamo che la Commissione Antimafia Regionale sia solo formalmente costituita. Pretendiamo che sia tenuta in stretta considerazione in maniera sostanziale, rispondendo alle domande poste e presenziando per tutta la durata della stessa, in segno di collaborazione e di proficua lotta alla criminalità organizzata.

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Il San Raffaele sbarca al Senato

Signor Presidente,

colleghi Senatori,

è intenzione del M5S portare nuovamente alla Vostra attenzione e a quella dell’attuale Governo, prossimo alla fine del suo mandato, la gravissima e intollerabile situazione che sta coinvolgendo l’ospedale San Raffaele di Milano, con la speranza che il futuro esecutivo possa occuparsene con maggiore determinazione.

Qualche giorno fa 40 lavoratori dell’Istituto sono stati oggetto di alcuni provvedimenti di esubero, solo la prima tranche di un drastico piano di riduzione dei costi messo in atto dall’azienda ospedaliera che porterà, al suo compimento, al licenziamento di un totale di ben 244 dipendenti della stessa.

Piano che non si limita, naturalmente, a tali provvedimenti, prevedendo ulteriori sacrifici per il personale, quali la riduzione del 9% delle retribuzioni, la disdetta degli accordi aziendali e il passaggio dalla contrattazione di tipo pubblico a quella di tipo privato.

La nostra impressione è che, per l’ennesima volta, si scarichi sulla parte sociale più debole l’amaro conto di una gestione “allegra”, eufemisticamente parlando, della spesa pubblica, a discapito oltretutto del diritto alla salute sancito solennemente dall’art. 32 della nostra Costituzione.

In un contesto economico e sociale che non possiamo non definire critico, poiché sta conducendo i nostri cittadini a ridurre fortemente le spese per le visite e l’assistenza sanitaria, come tra l’altro chiaramente sottolineato dal presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini nel corso della sua recente audizione in Parlamento, la paradossale risposta delle istituzioni dinnanzi alla riduzione e al depotenziamento di una struttura d’eccellenza quale l’ospedale San Raffaele, menomato della professionalità di così tanti lavoratori che di essa sono il fattore determinante, si limita ad un assordante silenzio.

Un quadro così complesso e drammatico suscita senz’altro, nell’immaginario della popolazione, la necessità di prestare la massima cura e attenzione da parte dell’assessore competente, nella fattispecie il nostro collega Senatore Mantovani, di recente chiamato a presiedere la gestione della sanità nella Regione Lombardia.

Primo cittadino del Comune di Arconate, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Coordinatore del PdL nella medesima Regione e membro di questo augusto consesso: a tutto ciò si aggiunge l’onere della gestione di ben 17,3 miliardi di euro di budget, stanziato per vegliare sulla salute dei cittadini lombardi.

Già in un contesto ordinario questa incredibile capacità di ricoprire simultaneamente incarichi di così grande responsabilità da parte del nostro collega potrebbe far insorgere, nella mente dei più maliziosi, qualche dubbio quanto all’effettiva efficacia della sua azione: in un frangente tanto delicato, come quello oggetto delle presenti considerazioni, sembrerebbe sfiorare un virtuosismo funambolico, superando i limiti del tempo e dello spazio.

Come Senatrice e come cittadina al suo posto non potrei non chiedermi, in coscienza, se un caso tanto grave come quello del San Raffaele, non indichi chiaramente la necessità di operare urgentemente la scelta di dedicarsi in modo completo, esclusivo e puntuale all’incarico nella Giunta lombarda, proprio per garantire maggiormente, con una costante presenza, l’adozione delle migliori soluzioni possibili.

La vita e il benessere della popolazione, il diritto al lavoro dei cittadini lo domandano con crescente intensità, prima ancora di quei principi etici che dovrebbero essere riferimento costante quanto irrinunciabile per coloro che hanno l’onore e l’onere di gestire la cosa pubblica.

Proprio per questo i contorni di questa triste vicenda destano in noi stupore e amarezza: le inchieste giudiziarie e le indagini della commissione d’inchiesta regionale hanno svelato comportamenti gravi e illegittimi da parte degli amministratori, tra i quali fatture gonfiate e fondi neri.

Tutto ciò ha ineluttabilmente portato alla liquidazione di un prestigioso polo ospedaliero privato ma convenzionato, fruitore di una immensa quantità di denaro pubblico attribuitagli attraverso finanziamenti e contributi, come la stampa non ha mancato di sottolineare: non solo agli occhi del M5S, ma dell’intera cittadinanza, appare chiaro che nel caso San Raffaele la Regione Lombardia non è stata né in grado di stabilire criteri e requisiti rigidi e chiari per accedere alle risorse pubbliche, né di svolgere i necessari controlli per garantire la trasparenza dovuta.

Le istituzioni hanno fallito nell’espletamento dei propri doveri: non solo si è favorita la sanità privata a discapito di quella che appartiene alla collettività, ma ciò ha comportato un notevole aumento sia della spesa sanitaria regionale sia di quella delle famiglie lombarde.

Il nostro MoVimento crede invece che si possa e si debba tornare fortemente a riallocare queste risorse nella sanità pubblica, anche attraverso l’introduzione di un nuovo modello di progettualità ed efficienza del loro impiego: vogliamo trasformare quest’avversità in una prima opportunità di cambiamento.

La salute non deve più essere oggetto di ardite speculazioni finanziarie e di distrazioni di fondi, concepite a vantaggio di pochi e a detrimento di molti. Il profitto non può e non deve essere considerato più importante delle persone, specialmente in questo campo.

Signor Presidente, colleghi Senatori, verso i lavoratori dell’ospedale San Raffaele e verso i cittadini tutti non possiamo permetterci di restare indifferenti. Vi esortiamo alla responsabilità e soprattutto facciamo leva sulla Vostra sensibilità nel chiedervi di unirVi all’appello che leviamo al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministro della Salute, affinché intervengano con urgenza, nell’ambito delle proprie competenze, per trovare soluzioni utili a salvaguardare i livelli occupazionali, proprio come previsto dagli impegni assunti dalla proprietà con la cessione di ramo d’azienda disposta dal Tribunale Fallimentare di Milano, sospendendo i provvedimenti di esubero posti in essere in nome di un buco di bilancio del quale non ci conosce ancora nemmeno l’importo preciso né tantomeno le possibilità alternative di copertura.

Allo stesso modo chiediamo loro di adoperarsi in ogni modo possibile per ottenere dall’azienda un concreto piano di risanamento economico e di rilancio dell’Istituto, il quale ponga al suo centro la difesa e la valorizzazione dell’eccellente patrimonio umano e professionale costituito dai suoi dipendenti, patrimonio che la nostra nazione non può permettersi di vedere disperso.

In questi difficili tempi siamo tutti chiamati a soddisfare un forte bisogno di giustizia sociale: non troviamo parole più belle per esprimerla in questo campo di quelle dell’Art. 32 della Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Grazie.

Senatrice Paola Taverna M5S

 

Il discorso di inizio mandato del Gruppo M5S Lombardia

Il mio intervento  al minuto 142, quello di Iolanda Nanni al minuto al 213

http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/mediafiles/view/1913/2

Presidente Cattaneo, Consiglieri tutti,Presidente Maroni, Assessori della Giunta,

il Gruppo Consiliare del M5S, nell’augurare buon lavoro a tutti, auspica che quell’azione volta al cambiamento, di cui parla il Presidente Maroni, sia intrapresa innanzitutto dicendo la verità ai cittadini lombardi che, da 20 anni hanno assistito ad un peggioramento delle condizioni di vita, lavorative, ambientali, di convivenza sociale, di legalità, di giustizia. Di sfregio alla morale.

A fronte del fatto che la Regione Lombardia rimane a stento la Regione Locomotiva d’Italia, l’ultima legislatura lombarda ha dato un’evidenza di “eccellenza”, purtroppo con accezione gravemente negativa. Un’”eccellenza” di cui tutti i lombardi avrebbero fatto a meno, eccellenza negli illeciti, nelle ruberie e nell’incremento della presenza della criminalità organizzata. Eccellenza nello spreco di denaro pubblico, nel consumo di suolo, nel degrado ambientale, atmosferico, idrico, del suolo e sottosuolo. Nel degrado culturale.

E’ inaccettabile che in una regione come la nostra nessuno paghi per i danni causati alla salute delle persone e all’ambiente. Il quadro gravissimo di inquinamento delle acque è intollerabile. Parlare di ambiente significa parlare di salute delle persone. Siamo la Regione più inquinata d’Europa

Pensiamo al Sito di Interesse Nazionale dell’area del Polo industriale di Mantova: le indagini ambientali hanno evidenziato nei suoli e nei sedimenti. Una contaminazione da metalli pesanti, idrocarburi, solventi, PCB. Con tutto quanto ne consegue per la salute dei cittadini.

Pensiamo all’inquinamento tragico prodotto dall’azienda Caffaro, a Brescia, altro Sito di Interesse Nazionale, dove il PCB è stato rinvenuto oltre i limiti di legge nel sangue e nel latte materno dei bresciani e l’incidenza di malattie spia quali tumori al fegato e tiroide a Brescia è oltre il 50% più alta della media del Nord Italia ( a sua volta superiore alla media italiana).

Così come la concentrazione di cromo esavalente nella bassa bergamasca.

In queste zone deve essere immediatamente attivata la bonifica con tutti i mezzi a disposizione, di concerto con il Governo Nazionale e la comunità Europea. Proprio ieri abbiamo chiesto al Presidente Cattaneo e ai colleghi Presidenti dei Gruppi Consiliari di aprire una commissione speciale sull’inquinamento industriale e le relative bonifiche richieste perchè crediamo che la vita e la salute dei cittadini lombardi possa valere almeno una commissione ad hoc. Richiesta che però non è stata supportata, da nessuna forza politica.Di questo ne dovrete rendere conto voi ai cittadini lombardi. Che continuano ad ammalarsi. E mi sorprende che non sia stata appoggiata nemmeno dal collega Parolino di Brescia. E’ “Eccellenza”, Presidente Maroni, il crescente e selvaggio consumo di suolo lombardo? Solo a titolo esemplificativo, la provincia di MB è la più cementificata d’Europa!

E’ inaccettabile che nel vostro discorso di insediamento, Presidente Cattaneo e Presidente Maroni, abbiate chiesto di sbloccare i PGT dei comuni per far ripartire i cantieri edili. I settori edili, delle grandi opere e del consumo di suolo sono da fermare e noi ci opporremo con tutta la nostra determinazione: abbiamo piuttosto bisogno urgente di un cambio di paradigma a favore della riqualificazione delle aree dismesse e per l’ammodernamento in un’ottica eco-sostenibile degli edifici esistenti. L’espansione edilizia dovrebbe essere strettamente vincolata alle dinamiche demografiche, sul modello ad esempio di Monaco di Baviera.

I settori trainanti su cui RL deve investire, per generare occupazione stabile e sicura, saranno quelli di una mobilità su ferro e decongestionante, dei servizi alla persona, della digitalizzazione e informatizzazione, quello agricolo, artigianale, del commercio di vicinato, del risparmio energetico mediante le ESCO, dello sviluppo del patrimonio artistico, culturale, ambientale, musicale e sportivo. Quello della PMI e della ricerca scientifica e quello del 3° Settore che non deve essere più la stampella a supporto dello Stato.

E’ “Eccellenza”, Presidente Maroni, l’aver condotto la Lombardia ad essere la regione con più inceneritori e discariche d’Europa? Pensiamo a Montichiari (BS), la città con più discariche d’Europa. Gli interessi legati all’ecomafia nella gestione dei rifiuti ormai sono sotto gli occhi di tutti, come denunciato anche nei rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, è quindi da criminali non puntare su una gestione dei rifiuti alternativa, così come richiesto dall’Unione Europea, che chiede che la politica dei rifiuti avvenga con una gerarchia del trattamento degli stessi (in ordine di priorità, riduzione dei rifiuti, riuso, riciclo). La politica degli inceneritori è ormai obsoleta e dannosa all’ambiente e alla salute umana, nonché fortemente penalizzante in termini di creazione di lavoro sul territorio. Finchè saranno dati incentivi alle aziende che costruiscono inceneritori o intendono raddoppiarli o triplicarli e finchè le società in questione saranno partecipate direttamente e vergognosamente dalle Istituzioni locali, come possiamo sperare in un cambiamento?

I Paesi del Nord Europa, la Germania e molti altri vengono a studiare il nostro centro di smaltimento e riciclo a Vedelago (Veneto) perché hanno capito che il rifiuto è una RISORSA e che bisogna adottare la politica delle tre “R” se vogliamo garantire un futuro alle prossime generazioni, in termini di sostenibilità ambientale, di salute e di occupazione. Perché in questi anni, non si è stati capaci di dotare la Lombardia di un centro come Vedelago? Perché non è stata data questa nuova opportunità di lavoro ai cittadini lombardi?

Il compito del M5S sarà quello di offrire un nuovo modello di progresso, l’unico ormai possibile: quello che coniuga un modello economico di “decrescita felice” – intesa non come un ritorno al passato ma come una lungimirante visione della nostra società nei prossimi 30 anni – con un modello politico rigoroso, di esempio, di alto valore morale e di spinta democratica e partecipativa. Decrescita felice significa creare ricchezza per le generazioni future, significa imparare ad utilizzare risorse sulla base della loro effettiva necessità, significa fare i conti con la naturale “finitezza” delle risorse del pianeta e imparare a non sprecarle ma a valorizzarle; significa creare occupazione sul territorio, garantire ai cittadini un ambiente sano e salubre in cui far crescere le proprie famiglie, significa creare nuove opportunità.

L’overshooting day, cioè la giornata ufficiale in cui si esauriscono le risorse rinnovabili che il pianeta è in grado di generare in un anno, nel 2012 è caduto il 28 agosto, da quel giorno in poi siamo andati in debito di risorse rispetto a quanto il pianeta è in grado di generare e rigenerare. Questo dato ci obbliga a ripensare al modello economico in cui viviamo, se davvero vogliamo dare un futuro ai nostri figli, oppure dobbiamo trovare un altro pianeta terra da sfruttare. Temo che non lo troveremo facilmente. Credito esaurito!

Chiediamo impegno per la tutela della salute dei cittadini, del loro accrescimento culturale, aggregativo e sociale; per la tutela ambientale e per favorire la diffusione di tecnologie che riducano l’impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; L’art. 32 della Costituzione Italiana sancisce che si deve tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo e ne garantisce cure gratuite. Per farlo l’unico strumento è la prevenzione, cosa ben diversa dalla diagnosi precoce. La Regione Lombardia, negli ultimi venti anni, ha innalzato il livello di rischio della salute dei cittadini esponendoli a rischi ambientali elevatissimi che nulla hanno a che vedere con la prevenzione (parola da lei mai citata)

Abbiamo immediato bisogno di un new-deal che rimetta al centro il lavoro e non lo sfruttamento, le piccole-medie imprese, la giustizia sociale, la speranza in un futuro che ai nostri giovani sembra sia stato sottratto. Le aziende lombarde devono tornare a lavorare La sofferenza dei cittadini chiede un cambiamento radicale che dia la priorità non più alla finanza speculativa ma alla vita delle persone, ai bisogni della gente e in definitiva all’economia reale. Non più alle speculazioni edilizie e ai finti project financing. Noi siamo per le idee, indipendentemente dalla loro provenienza. Siamo aperti, ricettivi ma ci piacerebbe che ci fosse un nostro coinvolgimento con un “filo diretto” e non a mezzo stampa. Noi alle parole preferiamo i fatti. Sarà inoltre importante e fondamentale sostenere con i fatti le imprese, sulla base di concetti di meritocrazia , efficienza e trasparenza o anche con la riforma della governance di Finlombarda abbandonando la strada dello stretto clientelismo. Anche in questo ambito il nostro apporto e lavoro sarà proattivo, trasparente e, nel merito, senza pregiudizi ma con un forte orientamento ai risultati

Vogliamo essere chiari sin dall’inizio. E lo saremo sempre. La moderazione in questo momento storico difficile e gravissimo per noi significa “corresponsabile viltà” insieme a chi non sarà duro e determinato nel voltare pagina in maniera rigorosa.

Per questo noi non saremo mai corresponsabili con chi manterrà lo status quo, in continuità con il degrado politico, economico e culturale del lungo passaggio formigoniano. La nostra opposizione sarà dura e ostinata contro tutti gli eccessi di ogni genere. Dagli eccessi politici, a quelli delle speculazioni edilizie che sono solo distruzione senza sviluppo. Dagli eccessi nel campo sanitario, a quelli riguardanti il consumo di suolo.

Saremo duri e rigorosi nei confronti di chi non ricorda l’esistenza dell’art. 54 della Costituzione Italiana che recita che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

L’angoscia quotidiana delle aziende che chiudono, dei giovani che non trovano più lavoro, dei pensionati affamati e senza cure dignitose, degli spazi vitali ridotti alla mera sopravvivenza, obbliga tutti, e lei in primis, Presidente, a capire che il cambiamento politico non può essere solo accennato. Deve essere rivoluzionario e condiviso. Deve mettere a fuoco la tragedia che stiamo vivendo.

A partire da noi stessi, dal ruolo politico che tutti noi in questa sala ricopriamo da oggi.

Presidente Maroni,

I cittadini lombardi, da questa nuova legislatura, hanno una nuova consapevolezza, di cui lei dovrà tener conto. Si sono risvegliati nel dolore per tutto ciò di cui sono stati derubati in questi decenni.

Non potrà più permettere che, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, 31 dirigenti continuino a percepire uno stipendio nonostante tre sentenze abbiano annullato il concorso pubblico con cui sono stati assunti. Quei 13 milioni di euro da loro percepiti in questi anni sono un promemoria per chi ha sete di giustizia, perché giustizia è l’esatta misura del dovuto ad ogni persona. Qualora Lei non desse piena e totale esecuzione di quelle sentenze, e questa sembra essere la sua tendenza, sarà sua responsabilità spiegare ai cittadini lombardi che cosa intende lei per cambiamento. E perché quei soldi non vengono usati per sostenere, ad esempio, le piccole e medie imprese o i giovani disoccupati.

Gradiremmo ci chiarisse quel conflitto d’interessi che abbiamo appreso da alcuni giornali che sembrerebbero riferirsi al suo assessore Mantovani. Sicuramente, visto il suo passato da ministro, ricorderà le parole di Borsellino quando diceva che non basta essere onesti ma bisogna apparire tali.

Così come non potrà sentirsi portatore di cambiamento finché nella sua coalizione ci saranno tre consiglieri eletti che, ancorché non indagati, risultano essere stati nel passato, secondo le forze dell’ordine e la magistratura, in contatto con qualche amicizia un po’ dubbia. Vede, la lotta alla criminalità organizzata parla molte lingue. Quella dei magistrati e delle FF.OO., quelle dell’aggressione ai patrimoni che i mafiosi accumulano con i loro delitti, con un sistema di drenaggio delle risorse, tolte al lavoro, ai giovani, alla PMI. Ma parla anche la lingua dei diritti elementari che devono essere assicurati ai cittadini. Ma parla sopratutto la lingua della cultura, dell’accrescimento democratico e dell’innalzamento della qualità della sola scuola pubblica, con percorsi di educazione che parlano di mafia perchè di mafia bisogna sopratutto parlarne, sopratutto nelle scuole.

Sbagliano coloro che pensano che non è sufficiente l’austerità nei costi della politica, che non basta il rigore dell’onestà, che non è tempo per ragionare sui valori. Sbagliano perché purtroppo il pesante lascito di questi decenni ha intaccato profondamente la cultura del nostro vivere. Ciò che serve oggi non sono solo ricette, inesistenti in quanto utopistiche, di corto se non cortissimo raggio politico. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi sono risposte di lunga visione politica che siano semi piantati per una nuova rivoluzione culturale, politica, ed economica i cui frutti non li vedremo noi oggi, ma li vedranno nuove legislature. I tempi del cambiamento non coincidono con quelli di una legislatura.

Infine, chiediamo che d’ora in avanti si abbia il coraggio di intraprendere politiche volte ad incrementare la partecipazione democratica dei cittadini lombardi, a ridurre lo scollamento della politica dalla vita reale, che, a differenza di quanto da lei dichiarato, Presidente Cattaneo, non avviene certo aumentando il prezzo del caffè alla «bouvette», prezzo che facilmente sarebbe poi messo in nota spese e ripagato con i soldi del contribuente, ma, seguendo il nostro esempio, in quanto i consiglieri del M5S come noto si auto riducono l’indennità di oltre il 50%, rifiutano il 100% delle indennità di carica, e non hanno richiesto i rimborsi elettorali per una cifra di 2.090.000 euro. Esempio che auspichiamo questo Consiglio voglia applicare a tutti con legge. Ne consegue un rispetto per il difficile periodo storico. E ne consegue il rispetto altissimo che noi attribuiamo alle Istituzioni. Mi rivolgo al collega Parolini, che evidentemente non ha colto il fatto che il M5S vuole restituire il valore alle Istituzioni, che qualcun’altro ha messo in discussione

In conclusione, visto che a lei, presidente C evidentemente non ha colto il fatto cattoliche, nonostante RL sia una regione laica e dovrebbe essere aperta alla multi religiosità, chiudiamo con una citazione cattolica, che è imbarazzante nel suo splendore e nella sua richiesta di cambiamento e che spero che lei e tutti i qui presenti, riescano a comprendere nel profondo. Il nuovo papa Francesco giorni fa disse, contro la sete di denaro: “il sudario non ha tasche”.

Ed è con l’augurio dell’analisi profonda di questa frase, breve ma intensa e pregna di significato, che ci auspichiamo un buon lavoro da parte di tutti noi.

SMENTITA

Gentile Redazione,

apprendiamo dai nostri attivisti di tutta Italia dell’articolo “Chi c’è dentro i meetup grillini”  pubblicato sul vostro blog in data 21 marzo 2013 con il link http://www.vice.com/it/read/intervista-movimento-5-stelle-gian-paolo-vanoli

Precisiamo innanzitutto che il meetup è una piattaforma di libero accesso che non coincide con il MoVimento 5 Stelle.

Ci corre l’obbligo inoltre di avvisare voi e i vostri lettori del fatto che il sig Vanoli ha nella sua intervista rilasciato dichiarazioni che nulla hanno in comune con i principi, le idee e il programma del M5S. In particolare troviamo molto offensiva la parte in cui viene definita l’omosessualità una malattia. Tali affermazioni contrastano radicalmente con quanto più volte il M5S ha dichiarato a riguardo attraverso i suoi portavoce.

Non ci sembra corretto che il pensiero isolato di una persona, che si autoattribuisce un ruolo che nessuno gli ha mai affidato, nè a Segrate nè altrove, possa essere confuso con quello di un gruppo che da anni lavora al fianco di professionisti per elaborare percorsi virtuosi sul territorio.

Certi che una smentita, che arriva direttamente dai portavoce di Milano e della Lombardia, troverà nelle pagine del vostro blog uno spazio di rilievo almeno pari all’articolo su citato,

salutiamo e ringraziamo cordialmente.

 Il Consigliere Comunale M5S Milano

Mattia Calise

e i Consiglieri Regionali M5S Lombardia

Silvana Carcano,

Stefano Buffagni,

Eugenio Casalino,

Gianmarco Corbetta,

Andrea Fiasconaro,

Giampiero Maccabiani,

Paola Macchi,

Iolanda Nanni,

Dario Violi