• Silvana Carcano

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25 Aprile. Ricordare senza strumentalizzare

Mi sento in dovere di spiegare il senso della mia partecipazione a due cortei dedicati al 25 aprile.25_aprile

Uno nella mia Paderno Dugnano, l’altro a Milano.

Il 25 aprile è una data fondamentale per il nostro paese che si ha il dovere di ricordare, e celebrare, sempre. Come rappresentante delle istituzioni regionali mi sento ancor più impegnata nel mantenere viva la memoria affinché il significato dell’uscita dalla guerra non venga mai sottoposto a pericolosi tentativi di strumentalizzazione e di revisionismo storico a cui ci si deve opporre con tutte le forze.

Da bambina mio zio, che trascorse due anni in un campo di concentramento, mi raccontò che quei due anni li avrebbe comunque rifatti pur di continuare a garantire libertà alle generazioni future. Il nostro dovere, come semplici cittadini, e a maggior ragione, come rappresentanti istituzionali, è quello di ricordare ai nostri defunti che la loro morte non è st

ata vana e che è ancora tempo di resistenza nel loro nome e in quello dei loro ideali. Gli ideali della libertà.

Ed è per questi motivi che ho deciso che sarei salita sul palco insieme alla terza carica istituzionale dello Stato, Laura Boldrini. Perché, indipendentemente dalle gravi difficoltà politiche attuali, oggi era tempo di ricordare il passato, che è di tutti ed è per tutti. Nonostante tutto.

Come giustamente ha fatto notare Beppe Grillo nel suo post, il 25 aprile non è quello odierno, ancora lontano da quella libertà a cui anelavano i nostri defunti. Dobbiamo ancora imparare tanto dalla nostra storia d’Italia: il 25 aprile non è presente nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano, nella dittatura dei partiti, nell’informazione corrotta o nel tradimento della Costituzione, nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle o nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale.

Il 25 aprile 1945 è da ricordare per quello che i nostri defunti volevano ottenere: la libertà.

Nonostante i politici attuali, ciò che va ricordato ogni 25 aprile è il rispetto per le istituzioni e la storia d’Italia, indipendentemente da chi “abita” le istituzioni in un preciso momento storico.

Ed è stato davvero sconfortante sentire l’attacco della presidente Boldrini alle parole di Beppe, perché la terza carica istituzionale avrebbe dovuto attenersi a parlare a tutti i cittadini e non solo ad alcuni, avrebbe dovuto ricordare in maniera super partes il significato del 25 aprile, tenendo viva la memoria dei defunti. Senza attacchi politici che, per ben due volte, si sono rivolti ad una forza politica che ha tutto il diritto di fare l’opposizione a modo suo e con le proprie modalità, nei limiti della Costituzione, così come abbiamo sempre fatto.

Una caduta di stile di questo livello mi ha infastidito al punto tale da decidere di scendere dal palco, in protesta.

Perché il 25 aprile è di tutti gli italiani, anche mio, anche di chi ha votato il M5S.

Nessuno si deve permettere di limitare il ricordo dei nostri defunti ad una classe politica che è distante anni luce da quella libertà tanto voluta nel 1945.

Né tantomeno la terza carica istituzionale.

Ora e sempre Resistenza.

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Il San Raffaele sbarca al Senato

Signor Presidente,

colleghi Senatori,

è intenzione del M5S portare nuovamente alla Vostra attenzione e a quella dell’attuale Governo, prossimo alla fine del suo mandato, la gravissima e intollerabile situazione che sta coinvolgendo l’ospedale San Raffaele di Milano, con la speranza che il futuro esecutivo possa occuparsene con maggiore determinazione.

Qualche giorno fa 40 lavoratori dell’Istituto sono stati oggetto di alcuni provvedimenti di esubero, solo la prima tranche di un drastico piano di riduzione dei costi messo in atto dall’azienda ospedaliera che porterà, al suo compimento, al licenziamento di un totale di ben 244 dipendenti della stessa.

Piano che non si limita, naturalmente, a tali provvedimenti, prevedendo ulteriori sacrifici per il personale, quali la riduzione del 9% delle retribuzioni, la disdetta degli accordi aziendali e il passaggio dalla contrattazione di tipo pubblico a quella di tipo privato.

La nostra impressione è che, per l’ennesima volta, si scarichi sulla parte sociale più debole l’amaro conto di una gestione “allegra”, eufemisticamente parlando, della spesa pubblica, a discapito oltretutto del diritto alla salute sancito solennemente dall’art. 32 della nostra Costituzione.

In un contesto economico e sociale che non possiamo non definire critico, poiché sta conducendo i nostri cittadini a ridurre fortemente le spese per le visite e l’assistenza sanitaria, come tra l’altro chiaramente sottolineato dal presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini nel corso della sua recente audizione in Parlamento, la paradossale risposta delle istituzioni dinnanzi alla riduzione e al depotenziamento di una struttura d’eccellenza quale l’ospedale San Raffaele, menomato della professionalità di così tanti lavoratori che di essa sono il fattore determinante, si limita ad un assordante silenzio.

Un quadro così complesso e drammatico suscita senz’altro, nell’immaginario della popolazione, la necessità di prestare la massima cura e attenzione da parte dell’assessore competente, nella fattispecie il nostro collega Senatore Mantovani, di recente chiamato a presiedere la gestione della sanità nella Regione Lombardia.

Primo cittadino del Comune di Arconate, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Coordinatore del PdL nella medesima Regione e membro di questo augusto consesso: a tutto ciò si aggiunge l’onere della gestione di ben 17,3 miliardi di euro di budget, stanziato per vegliare sulla salute dei cittadini lombardi.

Già in un contesto ordinario questa incredibile capacità di ricoprire simultaneamente incarichi di così grande responsabilità da parte del nostro collega potrebbe far insorgere, nella mente dei più maliziosi, qualche dubbio quanto all’effettiva efficacia della sua azione: in un frangente tanto delicato, come quello oggetto delle presenti considerazioni, sembrerebbe sfiorare un virtuosismo funambolico, superando i limiti del tempo e dello spazio.

Come Senatrice e come cittadina al suo posto non potrei non chiedermi, in coscienza, se un caso tanto grave come quello del San Raffaele, non indichi chiaramente la necessità di operare urgentemente la scelta di dedicarsi in modo completo, esclusivo e puntuale all’incarico nella Giunta lombarda, proprio per garantire maggiormente, con una costante presenza, l’adozione delle migliori soluzioni possibili.

La vita e il benessere della popolazione, il diritto al lavoro dei cittadini lo domandano con crescente intensità, prima ancora di quei principi etici che dovrebbero essere riferimento costante quanto irrinunciabile per coloro che hanno l’onore e l’onere di gestire la cosa pubblica.

Proprio per questo i contorni di questa triste vicenda destano in noi stupore e amarezza: le inchieste giudiziarie e le indagini della commissione d’inchiesta regionale hanno svelato comportamenti gravi e illegittimi da parte degli amministratori, tra i quali fatture gonfiate e fondi neri.

Tutto ciò ha ineluttabilmente portato alla liquidazione di un prestigioso polo ospedaliero privato ma convenzionato, fruitore di una immensa quantità di denaro pubblico attribuitagli attraverso finanziamenti e contributi, come la stampa non ha mancato di sottolineare: non solo agli occhi del M5S, ma dell’intera cittadinanza, appare chiaro che nel caso San Raffaele la Regione Lombardia non è stata né in grado di stabilire criteri e requisiti rigidi e chiari per accedere alle risorse pubbliche, né di svolgere i necessari controlli per garantire la trasparenza dovuta.

Le istituzioni hanno fallito nell’espletamento dei propri doveri: non solo si è favorita la sanità privata a discapito di quella che appartiene alla collettività, ma ciò ha comportato un notevole aumento sia della spesa sanitaria regionale sia di quella delle famiglie lombarde.

Il nostro MoVimento crede invece che si possa e si debba tornare fortemente a riallocare queste risorse nella sanità pubblica, anche attraverso l’introduzione di un nuovo modello di progettualità ed efficienza del loro impiego: vogliamo trasformare quest’avversità in una prima opportunità di cambiamento.

La salute non deve più essere oggetto di ardite speculazioni finanziarie e di distrazioni di fondi, concepite a vantaggio di pochi e a detrimento di molti. Il profitto non può e non deve essere considerato più importante delle persone, specialmente in questo campo.

Signor Presidente, colleghi Senatori, verso i lavoratori dell’ospedale San Raffaele e verso i cittadini tutti non possiamo permetterci di restare indifferenti. Vi esortiamo alla responsabilità e soprattutto facciamo leva sulla Vostra sensibilità nel chiedervi di unirVi all’appello che leviamo al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministro della Salute, affinché intervengano con urgenza, nell’ambito delle proprie competenze, per trovare soluzioni utili a salvaguardare i livelli occupazionali, proprio come previsto dagli impegni assunti dalla proprietà con la cessione di ramo d’azienda disposta dal Tribunale Fallimentare di Milano, sospendendo i provvedimenti di esubero posti in essere in nome di un buco di bilancio del quale non ci conosce ancora nemmeno l’importo preciso né tantomeno le possibilità alternative di copertura.

Allo stesso modo chiediamo loro di adoperarsi in ogni modo possibile per ottenere dall’azienda un concreto piano di risanamento economico e di rilancio dell’Istituto, il quale ponga al suo centro la difesa e la valorizzazione dell’eccellente patrimonio umano e professionale costituito dai suoi dipendenti, patrimonio che la nostra nazione non può permettersi di vedere disperso.

In questi difficili tempi siamo tutti chiamati a soddisfare un forte bisogno di giustizia sociale: non troviamo parole più belle per esprimerla in questo campo di quelle dell’Art. 32 della Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Grazie.

Senatrice Paola Taverna M5S

 

Una piccola grande vittoria

La giornata odierna è stata segnata da una piccola grande vittoria per i cittadini lombardi, per i lavoratori e gli utenti  del San Raffaele. La nostra caparbietà ha prodotto i suoi frutti (DISCORSO SAN RAFFAELE). Il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità una mozione urgente  , che prendeva spunto dalla nostra originaria, che impegna seriamente la Giunta lombarda affinché:IMG-20130423-WA0009

si adoperi per il congelamento delle procedure di licenziamento già attivate e per il reintegro dei lavoratori già licenziati;

sia reso noto, e trasparente, il piano di rilancio aziendale e sia previsto il monitoraggio continuo dello stesso;

si adoperi con tempestività per la riapertura di un tavolo di trattativa nel quale si possano trovare soluzioni alternative al licenziamento.

E’ stata anche una giornata carica di emozioni per l’appoggio continuo e sentito che i lavoratori del San Raffaele ci hanno fornito, anche con preziosi suggerimenti, sia dentro il Consiglio Regionale, con la loro rappresentanza sindacale, sia dal presidio, dove i nostri attivisti hanno organizzato la diretta streaming.  Oggi abbiamo dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno,  che il M5S è davvero in grado di portare le istanze del territorio direttamente nelle istituzioni e che, oltre alla sacrosanta protesta, sappiamo confrontarci con le altre forze politiche senza venir meno ai nostri impegni e nel rispetto del nostro programma.

E siamo solo all’inizio. Domani si replica, San Raffaele al Senato!

Buona democrazia a tutti

SilVana Carcano

L’Italia s’è desta………..

In queste ore migliaia di Italiani stanno confluendo a Roma per una legittima e civile

protesta contro la politica sorda. Quanto successo poche ore fa nel nostro

parlamento, con la rielezione di Napolitano, è un fatto gravissimo.

E’ stata completamente ingnorata la volontà dei liberi cittadini italiani

“Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013,

è uno di quelli. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese.”

(Beppe Grillo)

In occasione del banchetto organizzato dal Movimento 5 Stelle Milano per promuovere il referendum deliberativo senza quorum,

invitiamo tutti coloro che vogliano far sentire la propria voce, fino a Montecitorio, a raggiungerci domani, 21 aprile, in Piazza Cairoli

dalle 10 alle 18, per creare un ponte ideale tra Roma e Milano sotto l’unica bandiera della sovranità popolare.

In piazza ci saranno il portavoce Consigliere Comunale di Milano e i portavoce Consiglieri della Regione Lombardia del MoVimento 5 Stelle.

Vi aspettiamo domani!

Comunicato Stampa: Con Rodotà al Quirinale per un governo di garanzia

ROMA – Il candidato che il MoVimento 5 Stelle continuerà a sostenere è Stefano Rodotà. Il movimento ribadisce di considerare la sua candidatura come quella di tutti i cittadini e non può essere etichettata in alcun modo. Da un presidente di garanzia non potrebbe che nascere una seria proposta di governo per il Paese. Chiediamo alle forze del cambiamento: RODOTA’ PRESIDENTE, perché no?

San Raffaele: stop ai licenziamenti

San Raffaele: Protocollata la mozione urgente. Verrà discussa nel corso del prossimo Consiglio regionale previsto per martedì 23 aprile.
Questa mattina abbiamo protocollato la mozione urgente, (MOZ7) sottoscritta anche dal consigliere regionale dei Pensionati Fatuzzo, in merito alla gravissima situazione occupazionale e finanziaria dell’Ospedale San Raffaele (in allegato)
Da mesi i nostri attivisti a 5 stelle seguono la difficile e ormai tragica situazione del San Raffaele. In questi giorni, a seguito del drastico peggioramento delle informazioni in merito ai licenziamenti, abbiamo trascorso la mattina del lunedì e il pomeriggio del martedì al presidio dei lavoratori. Abbiamo tentato di fare accesso agli atti per avere il bilancio consolidato 2012 su cui si basano le lettere di licenziamento, ma non siamo nemmeno riusciti ad entrare negli uffici competenti. Ho avuto solo un breve scambio telefonico con l’amministratore delegato Bedin, che mi ha confermato che fino a fine giugno il bilancio non sarà pubblico.
Abbiamo ritenuto opportuno che io mi recassi sul tetto della struttura a incontrare alcuni lavoratori, a cui abbiamo fatto un’intervista per dare voce alla loro protesta.
Questi 244 licenziamenti sono inaccettabili. Abbiamo ritenuto indispensabile agire con urgenza per chiedere e ottenere dalla Giunta Regionale che si attivi nei confronti della proprietà per l’immediato reintegro dei lavoratori  e per una celere riapertura del tavolo di trattativa tra le parti per garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il rilancio della struttura.
Anche a seguito del nostro impegno, i lavoratori in presidio dalla mattina, sul tetto dell’Ospedale San Raffaele, hanno deciso di scendere e di proseguire la legittima, e civile, protesta insieme ai loro colleghi.
Abbiamo inoltre chiesto l’intervento dei nostri colleghi parlamentari affinchè questa brutta vicenda ottenga il dovuto interesse anche da parte delle istituzioni centrali.
Continueremo a lottare affinchè i deliranti anni di scempio politico che hanno creato quei buchi di bilancio, non vengano fatti pagare dai lavoratori onesti e non colpevoli.
La democrazia è giustizia sociale. E la giustizia è l’esatta misura del dovuto ad ogni persona. A questi lavoratori non può essere dato questo trattamento, se crediamo davvero nella giustizia sociale.
Buona democrazia a tutti!
Noi non molleremo mai!

Le nostre “Stelle” nella VI e VIII Commissione

Insediate le Commissioni permanenti

Si sono insediate, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, le otto Commissioni consiliari permanenti che hanno proceduto all’elezione dei rispettivi Presidenti e Uffici di Presidenza.
“I lavori per l’insediamento delle otto Commissioni permanenti si sono svolti in maniera estremamente positiva in un clima di collaborazione che sottolinea come questa legislatura stia procedendo con il piede giusto –ha dichiarato Raffaele Cattaneo–. Un augurio di buon lavoro ai presidenti, ai vicepresidenti e ai segretari eletti che avranno un ruolo di grande responsabilità e anche a tutti i consiglieri. Con una battuta possiamo dire che nessuno sentirà ora la necessità di occupazioni o manifestazioni eclatanti: il Consiglio regionale della Lombardia può già lavorare a pieno regime e questo è il miglior viatico per quanto dovremo fare al servizio dei cittadini”.
Ben tre dei neo presidenti di Commissione sono stati eletti nella circoscrizione di Varese (Luca Daniel Ferrazzi, Luca Marsico e Fabio Rizzi), uno in quella di Milano (Alessandro Colucci), uno in quella di Brescia (Alessandro Sala), uno in quella di Como (Alessandro Fermi), uno in quella di Monza e Brianza (Stefano Carugo) e uno in quella di Pavia (Angelo Ciocca).  Quattro presidenti sono espressione del gruppo PdL, due del gruppo Lega Nord e due della Lista Maroni.
Questo l’esito delle votazioni:

I Commissione Programmazione e bilancio
Presidente Alessandro Colucci (PdL – Milano), eletto con 50 voti (29 schede bianche)
Vicepresidente Marco Tizzoni (Lista Maroni – Milano), eletto con 48 voti (31 schede bianche)
Segretario Luca Gaffuri (PD – Como), eletto con 27 voti (52 schede bianche)
II Commissione Affari istituzionali
Presidente Stefano Carugo (PdL – Monza Brianza), eletto con 70 voti (10 schede bianche)
Vicepresidente Maurizio Martina (PD – Bergamo), eletto con 68 voti (12 schede bianche)
Segretario Silvana Santisi Saita (Lega Nord – Bergamo), eletta con 69 voti (11 schede bianche)
III Commissione Sanità e assistenza sociale
Presidente Fabio Rizzi (Lega Nord – Varese), eletto con 48 voti (32 schede bianche)
Vicepresidente Angelo Capelli (PdL – Bergamo), eletto con 53 voti (27 schede bianche)
Segretario Marco Carra (PD – Mantova), eletto con 28 voti (50 schede bianche, 2 schede nulle)  
IV Commissione Attività produttive e occupazione
Presidente Angelo Ciocca (Lega Nord – Pavia), eletto con 48 voti (30 schede bianche, 1 nulla)
Vicepresidente Carlo Malvezzi (PdL – Cremona), eletto con 52 voti (27 schede bianche)
Segretario Enrico Brambilla (PD – Monza Brianza), eletto con 35 voti (36 schede bianche, 8 nulle)
V Commissione Territorio e infrastrutture
Presidente Alessandro Sala (Lista Maroni – Brescia), eletto con 48 voti (31 schede bianche)
Vicepresidente Luca Del Gobbo (PdL – Milano), eletto con 53 voti (26 schede bianche)
Segretario Agostino Alloni (PD – Cremona), eletto con 33 voti (37 schede bianche, 9 voti a Iolanda Nanni del M5S)
VI Commissione Ambiente e protezione civile
Presidente Luca Marsico (PdL – Varese), eletto con 48 voti (31 schede bianche)
Vicepresidente Lara Magoni (Lista Maroni – Bergamo), eletta con 48 voti (31 schede bianche)
Segretario Andrea Fiasconaro (M5S – Mantova), eletto con 29 voti (50 schede bianche)
VII Commissione Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport
Presidente Luca Daniel Ferrazzi (Lista Maroni – Varese), eletto con 47 voti (32 schede bianche)
Vicepresidente Anna Lisa Baroni (PdL – Mantova), eletta con 50 voti (29 schede bianche)
Segretario Fabio Pizzul (PD – Milano), eletto con 33 voti (46 schede bianche)
VIII Commissione Agricoltura, montagna, foreste e parchi
Presidente Alessandro Fermi (PdL – Como), eletto con 46 voti (33 schede bianche)
Vicepresidente Dario Bianchi (Lega Nord – Como), eletto con 47 voti (32 schede bianche)
Segretario Gianpietro Maccabiani (M5S – Brescia), eletto con 21 voti (57 schede bianche, 1 nulla)
Fonte: Lombardia Quotidiano

Risposta a Mantovani: se non c’è conflitto, di sicuro ci sono gli interessi.

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di Silvana Carcano

Mantovani.jpgDalla stampa abbiamo appreso di un possibile conflitto di interessi per Mario Mantovani, neo-nominato Assessore lombardo alla Sanità (nonché vicepresidente di Regione Lombardia, e, almeno per ora, Senatore PDL, Sindaco di Arconate, coordinatore regionale del PDL).

Mantovani, come stiamo per vedere, ha ed ha avuto direttamente o indirettamente, tramite la sua famiglia e tramite imprese o Fondazioni a loro collegati, diversi interessi nel settore della Sanità lombardo, come segnalato dalla stampa in numerosi articoli a cui ho fatto riferimento nel discorso di insediamento come Capogruppo M5S Lombardia. A quanto da me sostenuto in Consiglio Regionale Mantovani non ha risposto nel Consiglio stesso, come sarebbe stato opportuno, ma con una Nota in cui dichiara: “le testate che hanno riportato tali false notizie sono state formalmente diffidate dal diffonderle nuovamente” e mi invita “ad approfondire e verificare le notizie prima di parlarne in Aula consiliare”. Nel frattempo, conclude la Nota “si valuteranno eventuali azioni legali anche nei suoi confronti”.

Vorrei subito rassicurare l’Assessore Mantovani: i Consiglieri M5S approfondiscono sempre le notizie prima di riportarle in Consiglio. E, dall'”approfondimento” che ho fatto, risulta come la stampa abbia riportato una serie di notizie, mai smentite, sugli interessi economici nella Sanità lombarda di diverse imprese, cooperative e Fondazioni a Lei collegate (in diversi articoli fra gli altri di Luigi Franco e Francesca Martelli).

Iniziamo con la Cooperativa Sodalitas (Cooperativa Sociale di Solidarietà), da Lei fondata nel 1990, che in Lombardia gestisce sette case famiglia per anziani: il patrimonio netto di questa Cooperativa è quasi raddoppiato fra il 2009 e il 2011. Nella mission di Sodalitas leggiamo che la sua attività: “si caratterizza in progetti di assistenza per la persona anziana e, successivamente, anche nella progettazione, costruzione e gestione di RSA”.

Oggi alla guida di Sodalitas nel Cda troviamo sua sorella, e come Direttore Generale troviamo Michele Franceschina. Lo stesso Michele Franceschina presiede la Opera Pia Castiglioni srl, Società che nel 2012 si aggiudica un bando pubblico, di cui è anche l’unica partecipante. Il bando riguarda la “progettazione, realizzazione e gestione funzionale” di una residenza per anziani. Dove? Nel Comune di Arconate, di cui Lei era ed è Sindaco.

Su queste vicende Lei risponde che attualmente non ricopre incarichi direttivi in Sodalitas, nel cui Cda siede “unicamente” sua sorella, e che il business delle residenze per anziani dipende non dall’Assessorato alla Sanità bensì da quello alla Famiglia, dimenticando però di segnalare che i fondi trasferiti per il sostegno alle famiglie fanno parte del budget dell’Assessorato alla Sanità.

Sempre nel campo delle Residenze per anziani si distingue la Fondazione Mantovani, da Lei fondata, che gestisce quattro RSA in Provincia di Milano. Le RSA gestite complessivamente da Sodalitas e Fondazione Mantovani assommano a 11 per circa 830 posti letto.

C’è infine da notare l’Immobiliare Vigevanese srl, Società che opera nel campo immobiliare e in particolare, indovinate?, in quello della costruzione di residenze socio-assistenziali!

Non so se da queste vicende possa risultare un conflitto di interessi, ma sicuramente ci sono gli interessi!

E’ tempo che in Regione Lombardia, che ha avuto fino a pochi giorni fa un Presidente oggi indagato con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione nelle inchieste riguardanti il S. Raffaele e la Fondazione Maugeri, si inizi a fare chiarezza e soprattutto pulizia. Iniziando anche ascindere l’interesse generale dalle private speculazioni e posizioni di rendita, districando i grovigli di interessi incrociati che gravano così pesantemente nel settore Sanità.

Il discorso di inizio mandato del Gruppo M5S Lombardia

Il mio intervento  al minuto 142, quello di Iolanda Nanni al minuto al 213

http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/mediafiles/view/1913/2

Presidente Cattaneo, Consiglieri tutti,Presidente Maroni, Assessori della Giunta,

il Gruppo Consiliare del M5S, nell’augurare buon lavoro a tutti, auspica che quell’azione volta al cambiamento, di cui parla il Presidente Maroni, sia intrapresa innanzitutto dicendo la verità ai cittadini lombardi che, da 20 anni hanno assistito ad un peggioramento delle condizioni di vita, lavorative, ambientali, di convivenza sociale, di legalità, di giustizia. Di sfregio alla morale.

A fronte del fatto che la Regione Lombardia rimane a stento la Regione Locomotiva d’Italia, l’ultima legislatura lombarda ha dato un’evidenza di “eccellenza”, purtroppo con accezione gravemente negativa. Un’”eccellenza” di cui tutti i lombardi avrebbero fatto a meno, eccellenza negli illeciti, nelle ruberie e nell’incremento della presenza della criminalità organizzata. Eccellenza nello spreco di denaro pubblico, nel consumo di suolo, nel degrado ambientale, atmosferico, idrico, del suolo e sottosuolo. Nel degrado culturale.

E’ inaccettabile che in una regione come la nostra nessuno paghi per i danni causati alla salute delle persone e all’ambiente. Il quadro gravissimo di inquinamento delle acque è intollerabile. Parlare di ambiente significa parlare di salute delle persone. Siamo la Regione più inquinata d’Europa

Pensiamo al Sito di Interesse Nazionale dell’area del Polo industriale di Mantova: le indagini ambientali hanno evidenziato nei suoli e nei sedimenti. Una contaminazione da metalli pesanti, idrocarburi, solventi, PCB. Con tutto quanto ne consegue per la salute dei cittadini.

Pensiamo all’inquinamento tragico prodotto dall’azienda Caffaro, a Brescia, altro Sito di Interesse Nazionale, dove il PCB è stato rinvenuto oltre i limiti di legge nel sangue e nel latte materno dei bresciani e l’incidenza di malattie spia quali tumori al fegato e tiroide a Brescia è oltre il 50% più alta della media del Nord Italia ( a sua volta superiore alla media italiana).

Così come la concentrazione di cromo esavalente nella bassa bergamasca.

In queste zone deve essere immediatamente attivata la bonifica con tutti i mezzi a disposizione, di concerto con il Governo Nazionale e la comunità Europea. Proprio ieri abbiamo chiesto al Presidente Cattaneo e ai colleghi Presidenti dei Gruppi Consiliari di aprire una commissione speciale sull’inquinamento industriale e le relative bonifiche richieste perchè crediamo che la vita e la salute dei cittadini lombardi possa valere almeno una commissione ad hoc. Richiesta che però non è stata supportata, da nessuna forza politica.Di questo ne dovrete rendere conto voi ai cittadini lombardi. Che continuano ad ammalarsi. E mi sorprende che non sia stata appoggiata nemmeno dal collega Parolino di Brescia. E’ “Eccellenza”, Presidente Maroni, il crescente e selvaggio consumo di suolo lombardo? Solo a titolo esemplificativo, la provincia di MB è la più cementificata d’Europa!

E’ inaccettabile che nel vostro discorso di insediamento, Presidente Cattaneo e Presidente Maroni, abbiate chiesto di sbloccare i PGT dei comuni per far ripartire i cantieri edili. I settori edili, delle grandi opere e del consumo di suolo sono da fermare e noi ci opporremo con tutta la nostra determinazione: abbiamo piuttosto bisogno urgente di un cambio di paradigma a favore della riqualificazione delle aree dismesse e per l’ammodernamento in un’ottica eco-sostenibile degli edifici esistenti. L’espansione edilizia dovrebbe essere strettamente vincolata alle dinamiche demografiche, sul modello ad esempio di Monaco di Baviera.

I settori trainanti su cui RL deve investire, per generare occupazione stabile e sicura, saranno quelli di una mobilità su ferro e decongestionante, dei servizi alla persona, della digitalizzazione e informatizzazione, quello agricolo, artigianale, del commercio di vicinato, del risparmio energetico mediante le ESCO, dello sviluppo del patrimonio artistico, culturale, ambientale, musicale e sportivo. Quello della PMI e della ricerca scientifica e quello del 3° Settore che non deve essere più la stampella a supporto dello Stato.

E’ “Eccellenza”, Presidente Maroni, l’aver condotto la Lombardia ad essere la regione con più inceneritori e discariche d’Europa? Pensiamo a Montichiari (BS), la città con più discariche d’Europa. Gli interessi legati all’ecomafia nella gestione dei rifiuti ormai sono sotto gli occhi di tutti, come denunciato anche nei rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, è quindi da criminali non puntare su una gestione dei rifiuti alternativa, così come richiesto dall’Unione Europea, che chiede che la politica dei rifiuti avvenga con una gerarchia del trattamento degli stessi (in ordine di priorità, riduzione dei rifiuti, riuso, riciclo). La politica degli inceneritori è ormai obsoleta e dannosa all’ambiente e alla salute umana, nonché fortemente penalizzante in termini di creazione di lavoro sul territorio. Finchè saranno dati incentivi alle aziende che costruiscono inceneritori o intendono raddoppiarli o triplicarli e finchè le società in questione saranno partecipate direttamente e vergognosamente dalle Istituzioni locali, come possiamo sperare in un cambiamento?

I Paesi del Nord Europa, la Germania e molti altri vengono a studiare il nostro centro di smaltimento e riciclo a Vedelago (Veneto) perché hanno capito che il rifiuto è una RISORSA e che bisogna adottare la politica delle tre “R” se vogliamo garantire un futuro alle prossime generazioni, in termini di sostenibilità ambientale, di salute e di occupazione. Perché in questi anni, non si è stati capaci di dotare la Lombardia di un centro come Vedelago? Perché non è stata data questa nuova opportunità di lavoro ai cittadini lombardi?

Il compito del M5S sarà quello di offrire un nuovo modello di progresso, l’unico ormai possibile: quello che coniuga un modello economico di “decrescita felice” – intesa non come un ritorno al passato ma come una lungimirante visione della nostra società nei prossimi 30 anni – con un modello politico rigoroso, di esempio, di alto valore morale e di spinta democratica e partecipativa. Decrescita felice significa creare ricchezza per le generazioni future, significa imparare ad utilizzare risorse sulla base della loro effettiva necessità, significa fare i conti con la naturale “finitezza” delle risorse del pianeta e imparare a non sprecarle ma a valorizzarle; significa creare occupazione sul territorio, garantire ai cittadini un ambiente sano e salubre in cui far crescere le proprie famiglie, significa creare nuove opportunità.

L’overshooting day, cioè la giornata ufficiale in cui si esauriscono le risorse rinnovabili che il pianeta è in grado di generare in un anno, nel 2012 è caduto il 28 agosto, da quel giorno in poi siamo andati in debito di risorse rispetto a quanto il pianeta è in grado di generare e rigenerare. Questo dato ci obbliga a ripensare al modello economico in cui viviamo, se davvero vogliamo dare un futuro ai nostri figli, oppure dobbiamo trovare un altro pianeta terra da sfruttare. Temo che non lo troveremo facilmente. Credito esaurito!

Chiediamo impegno per la tutela della salute dei cittadini, del loro accrescimento culturale, aggregativo e sociale; per la tutela ambientale e per favorire la diffusione di tecnologie che riducano l’impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; L’art. 32 della Costituzione Italiana sancisce che si deve tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo e ne garantisce cure gratuite. Per farlo l’unico strumento è la prevenzione, cosa ben diversa dalla diagnosi precoce. La Regione Lombardia, negli ultimi venti anni, ha innalzato il livello di rischio della salute dei cittadini esponendoli a rischi ambientali elevatissimi che nulla hanno a che vedere con la prevenzione (parola da lei mai citata)

Abbiamo immediato bisogno di un new-deal che rimetta al centro il lavoro e non lo sfruttamento, le piccole-medie imprese, la giustizia sociale, la speranza in un futuro che ai nostri giovani sembra sia stato sottratto. Le aziende lombarde devono tornare a lavorare La sofferenza dei cittadini chiede un cambiamento radicale che dia la priorità non più alla finanza speculativa ma alla vita delle persone, ai bisogni della gente e in definitiva all’economia reale. Non più alle speculazioni edilizie e ai finti project financing. Noi siamo per le idee, indipendentemente dalla loro provenienza. Siamo aperti, ricettivi ma ci piacerebbe che ci fosse un nostro coinvolgimento con un “filo diretto” e non a mezzo stampa. Noi alle parole preferiamo i fatti. Sarà inoltre importante e fondamentale sostenere con i fatti le imprese, sulla base di concetti di meritocrazia , efficienza e trasparenza o anche con la riforma della governance di Finlombarda abbandonando la strada dello stretto clientelismo. Anche in questo ambito il nostro apporto e lavoro sarà proattivo, trasparente e, nel merito, senza pregiudizi ma con un forte orientamento ai risultati

Vogliamo essere chiari sin dall’inizio. E lo saremo sempre. La moderazione in questo momento storico difficile e gravissimo per noi significa “corresponsabile viltà” insieme a chi non sarà duro e determinato nel voltare pagina in maniera rigorosa.

Per questo noi non saremo mai corresponsabili con chi manterrà lo status quo, in continuità con il degrado politico, economico e culturale del lungo passaggio formigoniano. La nostra opposizione sarà dura e ostinata contro tutti gli eccessi di ogni genere. Dagli eccessi politici, a quelli delle speculazioni edilizie che sono solo distruzione senza sviluppo. Dagli eccessi nel campo sanitario, a quelli riguardanti il consumo di suolo.

Saremo duri e rigorosi nei confronti di chi non ricorda l’esistenza dell’art. 54 della Costituzione Italiana che recita che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

L’angoscia quotidiana delle aziende che chiudono, dei giovani che non trovano più lavoro, dei pensionati affamati e senza cure dignitose, degli spazi vitali ridotti alla mera sopravvivenza, obbliga tutti, e lei in primis, Presidente, a capire che il cambiamento politico non può essere solo accennato. Deve essere rivoluzionario e condiviso. Deve mettere a fuoco la tragedia che stiamo vivendo.

A partire da noi stessi, dal ruolo politico che tutti noi in questa sala ricopriamo da oggi.

Presidente Maroni,

I cittadini lombardi, da questa nuova legislatura, hanno una nuova consapevolezza, di cui lei dovrà tener conto. Si sono risvegliati nel dolore per tutto ciò di cui sono stati derubati in questi decenni.

Non potrà più permettere che, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, 31 dirigenti continuino a percepire uno stipendio nonostante tre sentenze abbiano annullato il concorso pubblico con cui sono stati assunti. Quei 13 milioni di euro da loro percepiti in questi anni sono un promemoria per chi ha sete di giustizia, perché giustizia è l’esatta misura del dovuto ad ogni persona. Qualora Lei non desse piena e totale esecuzione di quelle sentenze, e questa sembra essere la sua tendenza, sarà sua responsabilità spiegare ai cittadini lombardi che cosa intende lei per cambiamento. E perché quei soldi non vengono usati per sostenere, ad esempio, le piccole e medie imprese o i giovani disoccupati.

Gradiremmo ci chiarisse quel conflitto d’interessi che abbiamo appreso da alcuni giornali che sembrerebbero riferirsi al suo assessore Mantovani. Sicuramente, visto il suo passato da ministro, ricorderà le parole di Borsellino quando diceva che non basta essere onesti ma bisogna apparire tali.

Così come non potrà sentirsi portatore di cambiamento finché nella sua coalizione ci saranno tre consiglieri eletti che, ancorché non indagati, risultano essere stati nel passato, secondo le forze dell’ordine e la magistratura, in contatto con qualche amicizia un po’ dubbia. Vede, la lotta alla criminalità organizzata parla molte lingue. Quella dei magistrati e delle FF.OO., quelle dell’aggressione ai patrimoni che i mafiosi accumulano con i loro delitti, con un sistema di drenaggio delle risorse, tolte al lavoro, ai giovani, alla PMI. Ma parla anche la lingua dei diritti elementari che devono essere assicurati ai cittadini. Ma parla sopratutto la lingua della cultura, dell’accrescimento democratico e dell’innalzamento della qualità della sola scuola pubblica, con percorsi di educazione che parlano di mafia perchè di mafia bisogna sopratutto parlarne, sopratutto nelle scuole.

Sbagliano coloro che pensano che non è sufficiente l’austerità nei costi della politica, che non basta il rigore dell’onestà, che non è tempo per ragionare sui valori. Sbagliano perché purtroppo il pesante lascito di questi decenni ha intaccato profondamente la cultura del nostro vivere. Ciò che serve oggi non sono solo ricette, inesistenti in quanto utopistiche, di corto se non cortissimo raggio politico. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi sono risposte di lunga visione politica che siano semi piantati per una nuova rivoluzione culturale, politica, ed economica i cui frutti non li vedremo noi oggi, ma li vedranno nuove legislature. I tempi del cambiamento non coincidono con quelli di una legislatura.

Infine, chiediamo che d’ora in avanti si abbia il coraggio di intraprendere politiche volte ad incrementare la partecipazione democratica dei cittadini lombardi, a ridurre lo scollamento della politica dalla vita reale, che, a differenza di quanto da lei dichiarato, Presidente Cattaneo, non avviene certo aumentando il prezzo del caffè alla «bouvette», prezzo che facilmente sarebbe poi messo in nota spese e ripagato con i soldi del contribuente, ma, seguendo il nostro esempio, in quanto i consiglieri del M5S come noto si auto riducono l’indennità di oltre il 50%, rifiutano il 100% delle indennità di carica, e non hanno richiesto i rimborsi elettorali per una cifra di 2.090.000 euro. Esempio che auspichiamo questo Consiglio voglia applicare a tutti con legge. Ne consegue un rispetto per il difficile periodo storico. E ne consegue il rispetto altissimo che noi attribuiamo alle Istituzioni. Mi rivolgo al collega Parolini, che evidentemente non ha colto il fatto che il M5S vuole restituire il valore alle Istituzioni, che qualcun’altro ha messo in discussione

In conclusione, visto che a lei, presidente C evidentemente non ha colto il fatto cattoliche, nonostante RL sia una regione laica e dovrebbe essere aperta alla multi religiosità, chiudiamo con una citazione cattolica, che è imbarazzante nel suo splendore e nella sua richiesta di cambiamento e che spero che lei e tutti i qui presenti, riescano a comprendere nel profondo. Il nuovo papa Francesco giorni fa disse, contro la sete di denaro: “il sudario non ha tasche”.

Ed è con l’augurio dell’analisi profonda di questa frase, breve ma intensa e pregna di significato, che ci auspichiamo un buon lavoro da parte di tutti noi.

Assalto alla “Dirigenza” in Regione Lombardia

Assalto alla dirigenza in Regione: il concorso “fantasma”

Possibili danni erariali per 13 milioni di euro

I Consiglieri M5S di Regione Lombardia chiedono al Presidente Maroni di affrontare con urgenza e responsabilità la questione del concorso “fantasma” del 2006 con cui sono stati assunti 31 dirigenti regionali, a dispeto di tre fondamentali sentenze che devono essere applicate.

Le tre sentenze, rispettivamente del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione, si pronunciano sulla nullità del concorso indetto da Regione Lombardia nel 2006 in quanto privo di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, evidenziando il concetto PER CUI L’ANNULLAMENTO DEL BANDO TRAVOLGE TUTTI GLI ATTI SUCCESSIVI DA ESSO DIPENDENTI. La Corte dei Conti sta attualmente esaminando un esposto che chiede di valutare il possibile danno erariale prodotto da questa vicenda, stimabile al ribasso in 13 milioni di euro.

In attesa del pronunciamento della Corte dei Conti, i 9 Consiglieri di Regione Lombardia del M5S chiedono che il Presidente Maroni non tergiversi e si assuma la responsabilità di affrontare la questione dando piena attuazione immediata e trasparente alle sentenze del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione che hanno giudicato nullo il concorso pubblico con cui sono stati assunti ben 31 dirigenti.

Le iniziative del M5S e le 3 sentenze: i dettagli della vicenda

I Consiglieri regionali del M5S hanno protocollato Lunedì 25 Marzo 2013 in Regione Lombardia un documento che espone la vicenda alla luce delle iniziative del M5S e delle sentenze delle Corti chiamate ad occuparsi del caso.
Nel febbraio 2006 Regione Lombardia indice un concorso pubblico per l’assunzione di 31 dirigenti a tempo indeterminato, di cui 20 saranno assunti a partire dal primo Settembre 2007, mentre i restanti 11 saranno assunti a partire dal primo Gennaio 2008. Questo concorso pubblico viene effettuato senza la relativa e necessaria pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Pochi mesi dopo un cittadino milanese cita l’ente stesso per la mancata pubblicazione del concorso sulla Gazzetta Ufficiale. Mentre si attende la sentenza del TAR su questa vicenda, Nicola Maria Sanese, allora Segretario generale della Giunta Regionale, assume questi 31 dirigenti, facendo firmare loro una lettera in cui si prevede una risoluzione automatica del rapporto di lavoro per effetto di eventuali statuizioni giudiziarie pregiudizievoli.

Nel Gennaio 2008 il TAR lombardo annulla questo concorso a causa dela mancata publicazione, come previsto da leggi costituzionali.

Regione Lombardia fa appello contro questa sentenza presso il Consiglio di Stato.

In attesa di pronunciarsi, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del TAR e impone che il concorso sia bandito nuovamente per un posto di dirigente per soddisfare la pretesa dell’appellato.

Ad aprile 2009 il Consiglio di Stato con sentenza n. 2077 conferma l’annullamento disposto dal TAR, specificando che “l’eliminazione dal mondo giuridico del bando di concorso, rende privi di qualsivoglia giustificazione gli atti successi” e aggiunge “di tale situazione si è mostrata ampiamente consapevole la Regione che ha condizionato l’accettazione della nomina da parte dei vincitori alla clausola contrattuale che contempla la risoluzione del rapporto per effetto di eventuali statuizioni giudiziali pregiudizievoli”.

Regione Lombardia fa un ulteriore ricorso in Cassazione: a Giugno 2010 la Cassazione conferma ulteriormente le due sentenze precedenti (del TAR lombardo e del Consiglio di Stato), e conferma il principio per cui l’annullamento del concorso in quanto privo di pubblicazione su Gazzetta Ufficiale travolge e rende nulli tutti gli atti da esso dipendenti, compresa quindi l’assunzione dei 31 dirigenti.

Dal Settembre 2007 sono stati assunti e retribuiti con i soldi dei contribuenti 31 dirigenti con un concorso che ben 3 sentenze (rispettivamente del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione) hanno giudicato non valido a norma di legge.

Nel 2008, con la Legge Regionale numero 20, Regione Lombardia introduce l’articolo 99 bis, il quale sana l’illegittimità del concorso in oggetto con una norma retroattiva, e quindi chiaramente incostituzionale, che consente di indire concorsi pubblici regionali senza la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Nella sentenza del TAR del 2008 si legge però che “la mancata pubblicazione dei concorsi anche in Gazzetta Ufficiale contrasta con leggi statali gerarchicamente superiori” e pertanto un tale adempimento non poteva assolutamente considerarsi derogabile da alcuna norma regionale. Anche il Consiglio di Stato scrive che “l’obbligo di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è sancito da norme e principi di rango costituzionale”.

Nel Settembre 2012 Mattia Calise (consigliere comunale M5S di Milano), Vito Crimi ed Enrico De Alessandri depositano un esposto presso la Corte dei Conti per valutare un eventuale danno erariale derivante da questa vicenda; la stima al ribasso è di 13 milioni di euro. La valutazione istituzionale, nel caso in cui effettivamente ci sia un danno erariale, verrà effettuata dalla Corte dei Conti, che ancora non si è pronunciata a riguardo.

Ciò che i 9 Consiglieri regionali M5S chiedono oggi al Presidente Maroni è di prendere atto di questa situazione, dando piena e trasparente attuazione alle sentenze del TAR lombardo, del Consiglio di Stato e della Cassazione.

Comunicato Stampa
MoVimento 5 Stelle Lombardia
Milano, 26 Marzo 2013
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email: ufficiostampa@lombardia5stelle.org