Overshoot Day: Madre Terra chiama, la politica non risponde!!!

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Ed eccoci qui, è tristemente indietreggiato l’overshoot day. Da oggi siamo in debito d’ossigeno.
E mentre i nostri p
olitici perdono tempo prezioso per capire come salvare gli ingiusti, a dispetto degli onesti cittadini italiani sfiancati e addolorati, i veri politici a 5 stelle piangono per questo ulteriore indietreggiamento.
Quando noi dichiariamo che la Terra è IL bene comune, noi non ci vediamo separati da essa, noi esseri umani siamo, con il resto, la Terra.
La Terra siamo noi. Per la prima volta nella storia dell’umanità siamo di fronte a una situazione che può segnare la fine non della Terra, ma di quella parte della Terra che la sta uccidendo: NOI.
La Terra troverà un suo equilibrio, nel quale non c’è più la certezza che l’essere umano sarà contemplato.
La Terra Madre sopravviverà, ma se continueremo ad essere un tumore maligno, forse ormai una metastasi, allora ci espellerà.
Questa economia odierna (economia significa governo della casa) non sta governando la nostra Casa, la sta distruggendo.
Siamo arrivati a un punto di non ritorno (es. distruzione suoli agricoli, della loro fertilità, perdita della sovranità alimentare e della biodiversità, problema dell’acqua, disastro idrogeologico, cambiamenti ambientali e relativi squilibri e disastri sociali, etc.).
Questa situazione non è risolvibile senza un cambiamento di paradigma, di comportamento, che nessun politico oggi al Governo sembra capire.
Ogni volta che lo spieghiamo, in Aula, nelle Commissioni, in incontri informali, ci deridono e ci ritengono incompetenti a gestire la res pubblica perché attenti ai veri bisogni della nostra esistenza, meno avvezzi invece a tutelare i loro interessi, le loro lobby, i loro ordini, il loro concetto di crescita economica.
Ma continuare diabolicamente su questo paradigma – la crescita, chiedere alla Terra Madre di più, di più, di più, – ci porta verso il suicidio, il baratro.

Noi non molleremo mai…..

Un rabbí era solito domandare al suo discepolo: «Quand’è che termina la notte e inizia il giorno?». Il discepolo dava diverse risposte, mai però soddisfacenti. Alla fine, scoraggiato, si rimise al maestro per la risposta. E il rabbí gli disse: “Quando tu vedi sul volto di un altro il volto di tuo fratello, è allora che termina la notte e inizia il giorno, quando vedi la Terra su cui vivi come tua Madre e tua Sorella, è allora che termina la notte e inizia il giorno”

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