La goccia che scava la roccia

Le ore di studio durante i giorni di ferie sono momenti di piacevole formazione, se poi sono condivise con persone che stimo….bè…..
Oggi, a seguito della lettura di un libretto di Petrini e Olmi, ragionavamo sul fatto che il primato dell’economia nella vita dell’umanità è brevissimo, non sono neanche tre secoli, se lo facciamo partire dalla rivoluzione industriale. Prima di allora il primato dell’attività umana da chi era detenuto? Dall’agricoltura? Dall’arte? dalla letteratura? Quando sono state realizzate opere senza tempo, come quelle dei grandi maestri dell’arte e della letteratura, della musica e delle scienze, l’economia non era certamente la scienza primaria, ce n’erano almeno cinque o sei.
Oggi riduciamo tutto a mere espressioni economiche, a indicatori tanto generici quanto distanti anni luce dalla rappresentazione della realtà. Chiediamo a questa disciplina di governare tutta la nostra esistenza, riducendola a un passaggio materiale su un pianeta terra.
È come se dei genitori si preoccupassero semplicemente di mostrare ai loro figli l’estratto conto periodicamente, sottolineando che, grazie all’intenso lavoro di mamma e papà, la loro famiglia è in grado di permettersi il regolare pagamento del mutuo per la casa, per la macchina, per la villetta al mare, per tutti i giochi e le tecnologie più avanzate. Poco conta che quei genitori non vedano che i propri figli sono malnutriti, psicologicamente e moralmente provati e disturbati dall’assenza e dalla inettitudine dei genitori, e magari pure ignoranti e incapaci di costruire serie relazioni sociali.
Oggi i nostri genitori nelle Istituzioni si preoccupano di mostrarci gli sforzi per avere l’estratto conto corretto. Mentre un buon padre di famiglia dovrebbe occuparsi della qualità di vita dei suoi figli, del loro accrescimento culturale, della loro maturazione equilibrata, sana, in pace e in armonia con la società e l’ambiente circostante.
È giunto il tempo di ridare il giusto peso e senso all’economia, ipotizzando un nuovo riferimento culturale, nonché linguistico. È ormai insopportabile sentir parlare ministri, politici, imprenditori, al pari di come parlavano i loro pari 50 o 60 anni fa.
E hanno ragione Petrini e Pallante quando dicono che questa nuova dimensione deve avere come obiettivo primario il governo del limite. In qualsiasi nostra azione, sia essa economica, culturale, nei rapporti sociali, la capacità di limitarsi con saggezza deve diventare prioritaria. Un senso del limite che diventa una conquista di cui essere orgogliosi, perché nel governare i limiti scopriamo i componenti che danno gioia all’uomo.
Anche perché non c’è nulla di più inaccettabile, ingiusto e ormai intollerabile dello spreco di cibo. Produciamo cibo per 12 miliardi di esseri viventi, siamo più di 7 miliardi, 1 miliardo soffre di malnutrizione, di fame, buttiamo via tra il 40-45% della produzione alimentare. Mai successo nella storia dell’umanità. Mai!
Lo spreco è all’opposto della gestione del limite, e lo spreco di cibo, ai danni di persone che soffrono la fame, dovrebbe obbligare tutti i politici a tutti i livelli a rivedere tutte le loro convinzioni, soprattutto in termini di politiche agricole e di sovranità alimentare.
In contemporanea, vergognosamente, i sistemi informativi ignorano le questioni, tutti attenti a sproloquiare sul condannato e sulle sue preoccupazioni.
Se oggi, per disgrazia, un evento qualsiasi causasse la morte di 25.000 persone, tutti gli organi di comunicazione si dedicherebbero a parlare di questo dramma. Bè, oggi sono morte 25.000 persone per fame, e per sete, sono morte ieri, moriranno domani. Nessuno ne parla.
Chiunque oggi dia valore ad espressioni quali crescita economica, espansione, PIL, e a tutti quei fondamenti economici che hanno generato il controllo delle nostre vite, ingrassando alcune parti del mondo, portando alla morte per fame e per sete altre parti del mondo, accetta questo sistema ormai criminale.
Io voglio pensare che i concetti a cui si rifà il M5S, quali quelli della decrescita e della sovranità alimentare, del diritto al cibo e all’acqua pubblica, dell’istruzione pubblica, dell’auto sufficienza energetica, solo per citarne alcuni, potrebbero essere tradotti concretamente, a beneficio di tutti, solo con un ricambio politico profondissimo, che riesca davvero a esprimere persone slegate da lobby, ordini, caste, banche.

Noi non molleremo mai…..continuiamo ogni giorno ad essere la goccia che scava nella roccia….

Overshoot Day: Madre Terra chiama, la politica non risponde!!!

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Ed eccoci qui, è tristemente indietreggiato l’overshoot day. Da oggi siamo in debito d’ossigeno.
E mentre i nostri p
olitici perdono tempo prezioso per capire come salvare gli ingiusti, a dispetto degli onesti cittadini italiani sfiancati e addolorati, i veri politici a 5 stelle piangono per questo ulteriore indietreggiamento.
Quando noi dichiariamo che la Terra è IL bene comune, noi non ci vediamo separati da essa, noi esseri umani siamo, con il resto, la Terra.
La Terra siamo noi. Per la prima volta nella storia dell’umanità siamo di fronte a una situazione che può segnare la fine non della Terra, ma di quella parte della Terra che la sta uccidendo: NOI.
La Terra troverà un suo equilibrio, nel quale non c’è più la certezza che l’essere umano sarà contemplato.
La Terra Madre sopravviverà, ma se continueremo ad essere un tumore maligno, forse ormai una metastasi, allora ci espellerà.
Questa economia odierna (economia significa governo della casa) non sta governando la nostra Casa, la sta distruggendo.
Siamo arrivati a un punto di non ritorno (es. distruzione suoli agricoli, della loro fertilità, perdita della sovranità alimentare e della biodiversità, problema dell’acqua, disastro idrogeologico, cambiamenti ambientali e relativi squilibri e disastri sociali, etc.).
Questa situazione non è risolvibile senza un cambiamento di paradigma, di comportamento, che nessun politico oggi al Governo sembra capire.
Ogni volta che lo spieghiamo, in Aula, nelle Commissioni, in incontri informali, ci deridono e ci ritengono incompetenti a gestire la res pubblica perché attenti ai veri bisogni della nostra esistenza, meno avvezzi invece a tutelare i loro interessi, le loro lobby, i loro ordini, il loro concetto di crescita economica.
Ma continuare diabolicamente su questo paradigma – la crescita, chiedere alla Terra Madre di più, di più, di più, – ci porta verso il suicidio, il baratro.

Noi non molleremo mai…..

Un rabbí era solito domandare al suo discepolo: «Quand’è che termina la notte e inizia il giorno?». Il discepolo dava diverse risposte, mai però soddisfacenti. Alla fine, scoraggiato, si rimise al maestro per la risposta. E il rabbí gli disse: “Quando tu vedi sul volto di un altro il volto di tuo fratello, è allora che termina la notte e inizia il giorno, quando vedi la Terra su cui vivi come tua Madre e tua Sorella, è allora che termina la notte e inizia il giorno”

EXPO: e le risposte???

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Questa mattina si è tenuta la seduta della Commissione Antimafia. All’ordine del giorno l’audizione del Sottosegretario del Governo con delega EXPO, Maurizio Martina (PD) e del Sottosegretario all’attuazione del programma ed EXPO 2015 della Regione Lombardia, Fabrizio Sala (PDL).

Purtroppo l’audizione si è rivelata di dubbia utilità.

Il Sottosegretario Martina ha rilasciato numerose dichiarazioni non supportate da documenti ufficiali. In particolare, sul presunto potenziamento dell’attività investigativa e di controllo della DIA non ha saputo dare spiegazioni in merito alla decisione del Governo Letta di chiudere la sede della DIA presente nell’aeroporto di Malpensa; nonostante il parere contrario di tutto il Consiglio Regionale, il Sottosegretario Martina si è limitato a sostenere che le attività di controllo antimafia verranno ampliate senza però produrre alcun atto a supporto di tale tesi.

Il Sottosegretario Sala ha parlato della manifestazione Expo senza entrare in questioni riguardanti la lotta ai tentativi di infiltrazione criminale e ha lasciato la Commissione prima ancora di potergli esporre delle domande.

Come M5S abbiamo messo in evidenza che la Commissione Antimafia deve lavorare in maniera sostanziale e non solo formale, necessita quindi della documentazione a sostegno di quanto esposto dagli auditi.

La sensazione del M5S è che il ritardo conseguito nell’eseguire le opere connesse e nelle misure antimafia possano determinare quanto temuto dal Comitato Antimafia milanese, presieduto dal prof. Dalla Chiesa: che il fattore tempo abbassi le soglie di legalità e stigmatizzi i controlli come impacci controproducenti:

Dove sono le relazioni della Prefettura sui controlli degli appalti e subappalti di Expo S.p.A? Che risultati hanno prodotto? E perché la Commissione Antimafia non ha i verbali dei Tavoli Lombardia per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori? Molte opere connesse a Expo non hanno ancora copertura finanziaria, come si realizzeranno? Con che soldi? Con che tempistiche? Andando in deroga alla legislazione vigente così come da poteri ora disponibili dall’ing. Sala, Commissario Unico per Expo?

A maggio 2013 il Comitato Antimafia presieduto da Nando Dalla Chiesa ha scritto nella relazione che a) sembra che non si tenga nel debito conto la diffusione di cantieri e lavori esterni all’area Expo b) non si consideri l’importanza di efficaci e tempestive misura di intervento nel caso di violazioni del medesimo protocollo c) si faccia comunque eccessivo affidamento sull’osservanza delle procedure formali. Cosa è cambiato da maggio ad oggi? Cosa è peggiorato visto il passaggio ad una situazione d’urgenza che consente la deroga alle legislazioni vigenti?

Queste le domande poste oggi al Sottosegretario Martina e Sala alle quali non abbiamo ottenuto risposta.

Aspettiamo. Chiederemo di avere risposta scritta. Non vogliamo che la Commissione Antimafia Regionale sia solo formalmente costituita. Pretendiamo che sia tenuta in stretta considerazione in maniera sostanziale, rispondendo alle domande poste e presenziando per tutta la durata della stessa, in segno di collaborazione e di proficua lotta alla criminalità organizzata.

Rho – Monza: Arpa faccia chiarezza

Come voi sono curiosa di sapere per quale motivo ARPA abbia effettuato i rilievi a ben 2,5 kilometri  dal tracciato della futura Autostrada Rho-Monza!!!!!!!

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GRUPPO CONSILIARE MOVIMENTO 5 STELLE-LOMBARDIA

Gent.mo dr. Umberto Benezzoli

Direttore Generale ARPA

arpa@pec.regione.lombardia.it

p.c.:

dr. Raffaele Cattaneo

Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia.

Milano, 12 luglio 2013

OGGETTO: Richiesta di Documentazione.

La presente per richiedere copia conforme all’originale della documentazione qui sotto indicata che è necessaria per l’espletamento delle funzioni mie proprie nel corso del presente mandato come Consigliere Regionale della Lombardia:

  • Risultati delle rilevazioni eseguite da ARPA presso l’Istituto scolastico Lia de Vecchi Fisogni, via Manzoni, frazione di Palazzolo Milanese, comune Paderno Dugnano;
  • Motivazioni per cui ARPA ha svolto le proprie rilevazioni presso la sopra citata scuola.

Grata per l’attenzione che vorrà riservare alla presente, porgo i miei più cordiali saluti.

Il Consigliere Regionale

Silvana Carcano

Nel buio del PRS Lombardo brillano alcune “Stelle” del Movimento

Ieri, durante la seduta del Consiglio Regionale, abbiamo votato contro il Piano Regionale di Sviluppo proposto dalla Giunta Maroni. I Motivi che ci hanno portato a questa decisione sono spiegati nel comunicato stampa che potete leggere qui (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/07/voto-contrario-sul-prs-manca-di-unidea-di-futuro-sostenibile.html).
 
Siamo però soddisfatti per essere riusciti, ancora una volta, a piazzare alcuni nostri  ordini del giorno tra i quali uno in particolare davvero importante che riprende, parola per parola, uno dei punti del Programma Nazionale a 5 Stelle
 
“Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione”
 
Ciò significa che da domani, ogni volta che la Giunta deciderà di realizzare un’autostrada, un inceneritore, un ecomostro, o altre opere inutili, avremo uno strumento in più per tutelare i cittadini e la loro salute.
 
Buona democrazia a tutti

Interramento Rho-Monza: 1-0 per i Cittadini

In Consiglio passa la mozione del Movimento 5 Stelle

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di Lombardia 5 Stelle

Nel corso della seduta del Consiglio regionale di oggi è stata approvata all’unanimità, dopo una riformulazione con le altre forze politiche, la mozione di M5S Lombardia che impegna la Giunta a sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla revisione del progetto dell’autostrada cittadina Rho-Monza. moz55_testo concordato

M5S vorrebbe soluzioni alternative e non impattanti per i territori. La Giunta dovrà anche proseguire con i tavoli di confronto tra enti locali, regione, ministero e anche consiglieri regionali del territorio.

Silvana Carcano, capogruppo M5S in Regione Lombardia, dichiara: “La Rho-Monza così come concepita è un progetto scellerato: in alcuni punti si vogliono costruire 14 corsie di autostrada in pieno centro abitato, in altri passa a fianco di strutture sanitarie, scuole e asili. Il progetto non tiene in alcun conto la salute dei cittadini e si inserisce in un contesto ambientale già fortemente compromesso. Vorremmo almeno limitare i danni: nel Tavolo istituzionale chiederemo l’interramento dell’infrastruttura per ridurne al minimo l’impatto ambientale”.

“Non si possono sollevare questioni economiche – continua Carcano – per rifiutare l’interramento dell’infrastruttura. E’ necessaria una svolta culturale che includa, nella valutazione economica dell’opera, il pesante costo sociale per il peggioramento della salute dei cittadini del nord Milano”.

“Andiamo verso un futuro con meno automobili e più mobilità dolce: da questo punto di vista il segnale che arriva all’unanimità dal Consiglio Regionale, fa davvero ben sperare per arrivare ad una soluzione per la Rho Monza che consideri, innanzitutto, gli interessi dei cittadini che vivono nel nord Milano”

Con Beppe Grillo contro la partitocrazia

userpic-163747-100x100di Lombardia 5 Stelle

Oggi Beppe lancia un urlo di dolore. Ricorda, e come non farlo!, che i media, portavoce del Sistema, hanno attaccato con una violenza inaudita il MoVimento. Le grandi firme, i grandi registi, cantanti pataccari, conduttori e artisti di partito, si sono scatenati contro chi li avrebbe spazzati via dalle poltrone del Regime.

Siamo citati in numerosi articoli con l’unico obiettivo di denigrarci, raccontando mezze verità o addirittura piene menzogne, senza mai ricordare le battaglie che stiamo portando avanti nelle Istituzioni, da noi profondamente rispettate.

Beppe chiede di far sentire la voce alta e forte. Lo chiede ai 9 milioni di cittadini che ci hanno votato.

“Non potete credere che io, con l’aiuto di una srl e con un pugno di ragazzi in Parlamento, possa combattere da solo contro la partitocrazia, la massoneria, il sistema bancario, la BCE, la criminalità organizzata, contro tutti i media. Senza di voi, vinceranno loro.”

“Siete nove milioni di voci a cui è stata negata la democrazia, esclusi da qualunque decisione parlamentare, come dei paria. Tenuti sotto sedazione da giornali e televisioni che fanno impallidire la censura sotto il fascismo. Lottate per la sopravvivenza del nostro Paese come bestie ferite. Con il vostro voto avete cambiato la Storia del Paese. Ma è solo un inizio. Ovunque voi siate, fate sentire la vostra voce. Ognuno di voi è importante. Io ho una voce sola.”

No, caro Beppe, ne hai almeno altre nove voci. Tutte dentro le istituzioni. Quelle dei nove portavoce regionali lombardi.

Che, a differenza dei pochi parlamentari che hanno cambiato idea, sanno ancora riconoscere e denunciare chi ci vuole solo distruggere.

E che conoscono il tipo di impegno che si sono presi candidandosi nel M5S, mettendo in pratica la democrazia nel senso più nobile e alto del termine: la libertà di sé nel rispetto delle regole.

E che sanno rispettare e vivere l’etica politica del progetto a cui partecipano, allontanandosi dalla finta etica degli altri partiti.

Che comprendono quanto è sfiancante studiare, aggiornarsi, scrivere leggi, mozioni, dialogare con gli attivisti, coordinare gruppi di lavoro, comunicare quanto fatto, affrontando a testa alta un’informazione ostile e dura, pur di far passare il messaggio così scomodo al sistema.

Che, a differenza dei pochi parlamentari che hanno cambiato idea, creduloni, sanno bene che l’informazione ruffiana e le lusinghe di quella Casta , servono solo per circuirci, pronti poi a gettarci via appena non serviremo più.

Ma soprattutto, caro Beppe, noi nove portavoce regionali siamo consapevoli che l’opportunità unica che ci è stata offerta non è per i nostri meriti, ma per servire un Paese alla canna del gas e i suoi disperati cittadini.

Sappiamo bene che da 8 anni migliaia di persone hanno lavorato costantemente e faticosamente al sogno di far entrare i cittadini nelle istituzioni, sottraendo tempo e denaro alle loro persone e famiglie, sacrificando spesso e volentieri anche il loro diritto di svago. Faticosissimo lavoro gratuito culminato con la nostra entrata nelle istituzioni. Gran parte dei nostri portavoce nazionali, regionali e comunali si stanno comportando egregiamente, con un entusiasmo e una dedizione ai doveri e alla democrazia commovente. Ma è altrettanto vero che questo lavoro viene vanificato dai traditori (e dal fuoco amico…amico???), che pensano di essere nelle istituzioni per chissà quali fortune, per chissà quali divine investiture, usando il progetto di milioni di italiani per promuovere se stessi e assicurarsi un posto al sole.

Sappiamo bene, caro Beppe, che non serve lamentarci contro la stampa. Oggi è troppo forte quel sistema. Dobbiamo continuare nell’opera di “diventare quel cambiamento che vogliamo vedere”, come disse Gandhi, a testa alta, continuando ad essere come eravamo quando lavoravamo in comunità nei MeetUp: diversi! Al contrario degli altri partiti, non distoglieremo l’attenzione dalla nostra opera di denuncia per garantirci qualche firma per i nostri atti. Terremo insieme due obiettivi apparentemente in antitesi tra loro: da un lato, monitoreremo e denunceremo la vita istituzionale regionale rendendola pubblica, dall’altro, avanzeremo le proposte del nostro programma stanando chi le vuole davvero sostenere e chi no.

L’abbiamo detto tante volte anche in campagna elettorale, siamo in guerra….ma con un sorriso, caro Beppe.

E allora oggi giochiamo a REGINA REGINELLA….ve lo ricordate? vi aiutiamo noi nove:
“Regina reginella, quanti passi devo fare per venire al tuo castello con la fede e con l’anello, con la piuma e col mantello?

Dice la democrazia: fai 2 salti avanti da grillo.

Dice la partitocrazia: fai tre passi indietro da gambero.

A tutti gli eletti nazionali, comunali e regionali che in cuor loro si sentono più Gambaro che Grilli, fate un ultimo atto di dignità, ANDATEVENE.

I portavoce regionali M5S Lombardia

Rho-Monza, perchè il PD non ha voluto impegnare la Giunta?

userpic-163747-100x100di Lombardia 5 Stelle

Il Partito democratico ha interrogato, nel corso del Consiglio regionale di questa mattina, l’assessore Maurizio Del Tenno sulla questione della Rho Monza, che ha risposto con dati già noti che ripercorrono la vicenda senza aggiungere novità. Francamente risulta incomprensibile perché lo stesso partito non abbia sottoscritto la mozione di M5S sull’argomento. L’atto, se approvato, avrebbe potuto persino impegnare immediatamente la giunta a modificarne il progetto o a cancellare l’inutile infrastruttura e comunque avrebbe inchiodato l’attuale amministrazione regionale alle sue responsabilità. “Ancora una volta – spiega Silvana Carcano, portavoce Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia – si gira intorno ai problemi anziché cercare di risolverli. Lavorando assieme, in Consiglio Regionale, in un ottica più collaborativa si potrebbe fare di più e meglio. Il 19 si voterà in Consiglio la mozione di M5S. Invitiamo, sin da ora, gli esponenti del Pd a sostenere la mozione in aula. Sarebbe un bel gesto nell’ottica di esprimere una volontà comune sul tema”.

NOI NON CI STIAMO

Comunicato stampa: Il Movimento 5 Stelle abbandona il tavolo di lavoro per la riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia

Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia ha deciso di abbandonare il tavolo di lavoro sulla riforma dei costi della politica, istituito per espressa volontà del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Il consigliere 5 stelle delegato dal gruppo, Gianmarco Corbetta, non presenzierà più al tavolo di lavoro informalmente istituito.

Dopo quattro incontri è palese l’assenza di volontà di tutte le forze politiche di ridurre adeguatamente i costi della politica e in particolare di operare un netto taglio ai sontuosi “stipendi” dei consiglieri. Resta un miraggio l’obiettivo di piena trasparenza che meritano i cittadini lombardi nella gestione dei rimborsi delle spese per l’esercizio di mandato.

Ancora lunedì la proposta che circolava al tavolo era quella elaborata dalla Giunta: 6.600 euro lordi di indennità di carica, più 4.500 euro netti di rimborso delle spese a forfait, più eventuale indennità di funzione fino a 2.700 euro lordi.

Si tratta di un allineamento al tetto massimo previsto dai provvedimenti del Governo Monti, con un “ritocchino” al rialzo, rispetto alle condizioni attuali, ai rimborsi spese in regime forfettario, al quale maggioranza e parte dell’opposizione sembrano tenere particolarmente. In regime forfettario significa che i consiglieri non dovranno preoccuparsi di esibire gli scontrini e le fatture delle spese sostenute nello svolgimento dell’attività politica per ottenere il rimborso.
Insomma, i consiglieri regionali seduti a quel tavolo vorrebbero intitolarsi un bonus travestito da rimborso spese per discostarsi il meno possibile dai trattamenti percepiti fino ad oggi, sfruttando i “margini di manovra” concessi dai provvedimenti del Governo Monti, al pari di quanto è già successo in molte altre Regioni.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che nei giorni scorsi ha pubblicato le impressionanti buste paga, relative ad un mese e mezzo di attività, dei consiglieri, ha indicato la strada: cinquemila euro lordi, rimborso delle spese effettivamente sostenute nell’attività politica dietro presentazione di un rendiconto pubblico, scontrino per scontrino per un tetto massimo di 3.000 euro.

Queste sono parte delle proposte che verranno contenute nel Progetto di Legge che il Movimento 5 Stelle porterà nella commissione consiliare competente.
Abbiamo già accantonato 100 mila euro dei cittadini dai nostri stipendi che attendono di rientrare nelle casse della Regione per essere assegnati ad un fondo per il microcredito da destinare alle piccole imprese.

Ma c’è di più: i fondi per il funzionamento e per la comunicazione dei gruppi consiliari avanzati dalla scorsa legislatura ammontano a più di 5 milioni e mezzo di euro… Che fine farà questo tesoretto? Noi proponiamo di restituirlo ai cittadini tramite il microcredito alle piccole imprese… i partiti accetteranno la nostra proposta?

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia

Ecco quanto restituiremo

Arrivano i primi stipendi dei consiglieri regionali M5S13044333684HxP6b
Con la fine di aprile sono arrivati i primi “stipendi” per i consiglieri regionali della Lombardia. Per il primo mese e mezzo di attività (dal 17 marzo al 30 aprile) la somma percepita è pari a 16.384,76 euro, senza contare le indennità di funzione (per i membri dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale, i presidenti delle commissioni, ecc):

Ecco il cedolino di Stefano Buffagni, uno dei consiglieri M5S:

Durante le campagna elettorale i candidati del MoVimento 5 Stelle hanno preso un impegno preciso con i cittadini: tratterranno 5.000 euro lordi mensili e i rimborsi per le spese effettivamente sostenute, tutto il resto lo destineranno ad un fondo di sostegno per le piccole imprese della Lombardia. Per questo motivo hanno calcolato una “busta paga virtuale” da 5.000 euro:

Ebbene, solo da questo primo stipendio ricevuto, i 9 consiglieri 5 stelle gia’ restituiranno una somma pari a 100 mila euro!

Ancor prima dell’insediamento, i consiglieri M5S avevano chiesto ai funzionari della Regione di indicare loro il modo concreto per effettuare questa “restituzione”, ma evidentemente questa volontà li ha colti di sorpresa. Nei giorni scorsi hanno quindi formalizzato la loro richiesta, nella speranza di ricevere finalmente una risposta chiara e definitiva:

Finché non sarà data la possibilità concreta di restituirli, i fondi restituiti rimarranno depositati in conti correnti di Banca Etica, appositamente aperti.

Ora aspettiamo di vedere se e quali consiglieri dei vari partiti li seguiranno: terranno tutti i soldi per sé o si dimostreranno – non solo a parole – solidali con le piccole aziende lombarde che vivono un momento particolarmente difficile?
Da questa strada passa la differenza tra chi fa politica per soldi e carriera e chi si occupa di politica per senso civico.

Staremo a vedere!

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